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L’accessibilità fuori dallo schermo: etichette, stampa e segnaletica inclusiva

L'infografica mostra delle immagini astratte e colorate che indicano delle etichette accessibili quindi correlate di icone e altre senza icone come a far capire che sono poco chiare

L’accessibilità non è legata solamente agli schermi e alle interfacce digitali, ma passa anche dalla carta, dalle etichette dei prodotti e dalla segnaletica in strada e nei centri commerciali.

Nel mondo digitale siamo ormai abituati a parlare di contrasti, testi alternativi e leggibilità.
Ma nel quotidiano, quante volte ci capita di dover decifrare un’etichetta scritta troppo in piccolo al supermercato, mentre magari facciamo la spesa di fretta dopo il lavoro?
Oppure di cercare di interpretare una segnaletica di emergenza quasi invisibile?

L’accessibilità riguarda anche tutto ciò che comunichiamo visivamente: un foglio stampato, un volantino o un cartello informativo.
Nei paragrafi successivi analizziamo alcuni di questi supporti e le criticità che spesso si incontrano durante la loro fruizione.

Le etichette dei prodotti

Un’etichetta accessibile non è solo una questione estetica: significa consentire a tutti, anche a chi non ha disabilità visive di leggere senza fatica.

Gli errori più comuni che possiamo trovare sono:

  • Testo troppo piccolo o a basso contrasto con lo sfondo.
  • Informazioni principali comunicate solo dal colore, senza testo annesso (un grosso problema per chi soffre di disturbi del daltonismo).
  • Informazioni fondamentali accessibili solo tramite QR code.
  • Uso di font decorativi che sacrificano la leggibilità in favore dell’aspetto visivo.

Le soluzioni

La progettazione dovrebbe partire dalla leggibilità tipografica:

  • caratteri lineari, minimo 12 pt;
  • contrasto elevato;
  • icone coerenti;
  • informazioni aggiuntive in braille, quando possibile, per i prodotti fisici.

Cartellonistica e segnaletica: orientarsi senza barriere

Nei centri commerciali, ospedali o uffici pubblici, la cartellonistica è la bussola delle persone.
Eppure, troppo spesso, questa bussola non indica la strada giusta per tutti.

Ad esempio ci capita spesso di trovare:

  • Testi a basso contrasto o su sfondi decorati che rendono difficile la lettura.
  • Icone poco intuitive o stilizzate, comprensibili solo per chi conosce il contesto.
  • Cartelli posizionati troppo in alto o in zone non visibili da chi si muove in sedia a rotelle.
  • Mancanza di indicazioni tattili o vocali nei percorsi complessi.

Un buon design della segnaletica dovrebbe invece considerare:

  • Contrasto cromatico adeguato (testo chiaro su fondo scuro o viceversa).
  • Linguaggio semplice e simboli universali (pittogrammi standardizzati, non icone astratte).
  • Posizionamento coerente e leggibile a diverse altezze.
  • Comunicazione multisensoriale, come rilievo, braille e sistemi vocali nei totem interattivi.

Stampa e digitale: un collegamento accessibile

La stampa si collega sempre più spesso al digitale, ad esempio tramite QR code.
Una buona pratica è collegare questi codici a versioni digitali accessibili: contenuti audio, pagine web conformi alle WCAG o materiali testuali ottimizzati.

In questo modo, chi non riesce a fruire delle informazioni sul supporto fisico può accedervi facilmente attraverso il canale digitale.

Ma attenzione, il QR code dev'essere di supporto alle informazioni presenti sul cartaceo e quindi non deve contenere informazioni importanti che non sono invece contenute nel supporto fisico perché altrimenti stiamo creando un ulteriore problema di accessibilità: chi è impossibilitato ad utilizzare il QR sarà escluso dal ricevere le nostre informazioni importanti.

Conclusione

L’accessibilità nella comunicazione stampata non è solo una questione estetica o normativa, ma di esperienza d’uso reale.
Etichette, cartellonistica e materiali informativi dovrebbero essere progettati con la stessa attenzione riservata alle interfacce digitali: leggibili, comprensibili e fruibili da chiunque.

Che si tratti di uno scaffale al supermercato o di un corridoio d’ospedale, rendere le informazioni accessibili significa facilitare la vita delle persone, ridurre gli errori e migliorare la percezione del brand o del servizio.

Pubblicato da Antonio Orrù il 2025-11-19